Il termine fu coniato dalla rivista The World of Interiors nel nel 1980 e divenne estremamente popolare negli Stati Uniti negli anni ’90, con un aumento di stili e varianti nei centri culturali metropolitani sulla costa occidentale d’America, come Los Angeles e San Francisco. Questo stile, non del tutto nuovo in Europa, venne fortemente influenzato dalle nostre culture, in particolare quelle mediterranee: provenzali, toscane e greche.
Shabby chic letteralmente significa “elegante trasandato”, ed è una forma di interior design in cui mobili e arredi sono vecchi e sbiaditi, sono di colorazione chiara pastello, se non bianchi, e presentano segni di usura.
Shabby Chic non è uno stile, non è una certa forma di mobili o di una certa epoca o cultura, bensì un tipo di pittura che si attua sui mobili. Solitamente con una pittura chiara, bianca o pastello, decapata e sbiadita, il mobile assume un aspetto “rovinato” e “datato”. Per cui possono essere shabby tutti i tipi di mobili con tutti i tipi di forme.
Un mobile shabby vero e proprio è sempre un mobile vecchio, non reso “shabby” dalla restaurazione, ma rovinato proprio dal tempo. L’importante è che questi mobili siano rovinati e usurati e non siano stati toccati.
Quando si parla di “stile shabby chic” invece, parliamo di un mobile di legno reso shabby dalla restaurazione, decapato (una tecnica vera e propria per riprodurre l’effetto “rovinato” e “sbiadito” del mobile).