Al tempo delle corporazioni, in epoca medioevale, si dicevano arti maggiori quelle che oggi consideriamo professioni come la medicina, l'architettura, il notariato. Erano chiamate arti minori invece le attitività più artigianli, come il calozolaio, il fabbro, lo spadaro. 

 

Dalla seconda metà dell'Ottocento tale terminologia è invece applicata alle arti figurative, dove pittura, scultura ed architettura vengono denominate arti maggiori, in contrapposizione alle attività di artigianato di qualità e specializzato come argenteria, ceramica, vetreria, dette arti minori o anche arti decorative o applicate.