Le correnti stilistiche nell'arredamento


Nell'arredamento vintage e di modernariato (e d'epoca in generale) il design dei mobili è quasi sempre strettamente correlato alle correnti stilistiche in voga in quel dato periodo storico.

Spesso però l'arredamento sfora quelli che sono i convenzionali limiti temporali delle correnti, che nascono dall'architettura e dalla pittura e dalla scultura per arrivare poi all'arredamento ed alle arti minori solo dopo essersi definitavemte affermate .

Questo provoca una traslazione del periodo in cui si va ad inquadrare un mobile d'epoca, facendo iniziare (e terminare) lo stile di riferimento qualche decina di anni dopo le arti maggiori.

 


Riconoscere i diversi stili

Tutte le correnti stilistiche hanno i propri caratteri distintivi di riferimento, come la pomposità del rococò, i frequenti richiami geometrici e floreali del liberty o il ritorno al neoclassicismo dello stile impero.

Nell'arredamento, oltre a questi caratteri distintivi, possiamo affidarci ai materiali utilizzati nella produzione di mobili ed oggettistica e perfino alle tecniche di produzione utilizzate.

 

Al tempo delle corporazioni, in epoca medioevale, si dicevano arti maggiori quelle che oggi consideriamo professioni come la medicina, l'architettura, il notariato. Erano chiamate arti minori invece le attitività più artigianli, come il calozolaio, il fabbro, lo spadaro. 

 

Dalla seconda metà dell'Ottocento tale terminologia è invece applicata alle arti figurative, dove pittura, scultura ed architettura vengono denominate arti maggiori, in contrapposizione alle attività di artigianato di qualità e specializzato come argenteria, ceramica, vetreria, dette arti minori o anche arti decorative o applicate.